Tecniche innovative di gestione del vigneto, caratterizzazione del germoplasma viticolo e selezione assistita per la tolleranza agli stress abiotici.

Storica azienda vitivinicola del Chianti Classico, dove, grazie all’operato del Barone Bettino Ricasoli, è nata la formula originaria del vino Chianti. Possiede 240 ha vitati, dei quali 190 ha a Chianti Classico e il restante destinati alla produzione di vinsanto del Chianti Classico e vari IGT, con una gestione integrata molto attenta alla sostenibilità ambientale, come evidenziato da numerose innovazioni adottate, tra le quali il recupero delle acque di lavaggio degli atomizzatori, eliminazione dei diserbi chimici, l’utilizzo esclusivo di sostanza organica. È certificata SQNPI ed Equalitas. L’azienda è anche Costitutore Viticolo, e in collaborazione con CREA-VIT di Arezzo, ha ottenuto l’omologazione di 2 cloni di Sangiovese denominati CRA-BR 1141 e CRA BR 1872.
Ruolo nel progetto: oltre a essere capofila, svolgerà le seguenti attività: applicazione di tecniche di difesa dalle gelate tardive (rifinitura tardiva della potatura; installazione e gestione del sistema Frolight), applicazione di tecniche di potatura verde (forzatura delle gemme ibernanti dell’anno, cimature e defogliazioni apicali tardive) per la modulazione della maturazione delle uve; applicazione di biostimolanti FertiGlobal.
Referente: Massimiliano Biagi - M.Biagi@ricasoli.it
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La “Miglior Cantina” secondo Le Guide de L’Espresso 2026. L’azienda ha una superficie vitata di 107 ha principalmente con i vitigni Sangiovese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero, di cui circa il 20% irrigui, e utilizza reti antigrandine per la protezione delle chiome delle viti su circa 30 ha di vigneti.
Per Vallepicciola la sostenibilità è un impegno concreto che unisce rispetto per la terra, attenzione alle persone e trasparenza nelle relazioni. Con passione, innovazione e responsabilità verso l’ambiente e la comunità, perseguiamo un miglioramento continuo, in piena armonia con i principi della certificazione VIVA “La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia”.
Ruolo nel progetto: applicazione delle tecniche di regolazione della temperatura della chioma e di modulazione della maturazione delle uve attraverso l’utilizzo delle reti ombreggianti della ditta SPS e di un impianto di irrigazione funzionale della ditta RIVULIS; applicazione di biostimolanti FertiGlobal.
Referente: Francesco Beni - francesco.beni@vallepicciola.com
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A San Felice la sostenibilità dà forma alla filosofia dell’azienda, che affonda le sue radici nel grande rispetto per la natura. San Felice si estende su 150 ettari vitati, a un’altitudine di circa 400 metri sul livello del mare, in un connubio perfetto di suolo e microclima. In queste condizioni ideali, vengono prodotti vini e oli d’eccellenza. Inoltre, San Felice è proprietaria della storica collezione viticola VITIARIUM, costituita nel 1988 tra le principali collezioni di vitigni autoctoni della Toscana, che comprende 130 vitigni, dei quali 70 vitigni autoctoni minori toscani.
Ruolo nel progetto: valutazione della resilienza agli stress termici e idrici conseguenti al cambiamento climatico dei vitigni autoctoni minori toscani attraverso la messa a diposizione della storica collezione viticola VITIARIUM; applicazione di biostimolanti FertiGlobal.
Referente: Leonardo Bellaccini - l.bellaccini@sanfelice.com
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Un angolo di Toscana noto da sempre per essere un piccolo paradiso terrestre. Qui il dialogo tra natura e uomo non si è mai interrotto e il motivo lo spiega il nome stesso: la radice del nome Dievole, infatti, si può far risalire al significato di “Dio vuole”. Il nome Dievole appare per la prima volta ufficialmente nel XI secolo e precisamente il 10 maggio del 1090. L’azienda presenta una superficie vitata di Ha 153 di cui circa Ha 110 (circa 72%) coltivata a Sangiovese, situati ad un’altitudine compresa tra i 270 e i 420 metri.L’obiettivo di Dievole, a partire proprio dal vigneto, è quello di recuperare il carattere dei vitigni storici autoctoni toscani e di trasferirlo nel bicchiere con il massimo rispetto per l’autenticità del terroir e dell’identità della varietà.
Ruolo nel progetto: valutazione della tolleranza agli stress termici e idrici conseguenti al cambiamento climatico dei principali cloni del vitigno Sangiovese omologati dai Costitutori Viticoli Toscani; applicazione di biostimolanti FertiGlobal.
Referente: Lorenzo Bernini - lorenzo.bernini@dievole.it
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L’Associazione TOS.CO.VIT. conserva il materiale viticolo di categoria iniziale (in screen house) di 90 cloni di vite dei principali vitigni coltivati sul territorio della Regione Toscana (Ansonica, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia, Moscato, Sangiovese, Trebbiano toscano, Vermentino), omologati dai Costitutori Viticoli Toscani, garantendone le idonee condizioni fitosanitarie imposte dalla normativa vigente, ed è responsabile della loro pre-moltiplicazione per la produzione del materiale di categoria base destinato ai vivaisti per la produzione del materiale certificato, che rappresenta la maggior parte dei cloni di vite dei principali vitigni che principalmente caratterizzano la produzione viticola della Toscana.
Ruolo nel progetto: referente come esperto conoscitore delle caratteristiche fenologiche e vegeto-produttive dei cloni dei principali vitigni toscani omologati dai Costitutori Viticoli Toscani, ed unico organismo che legalmente può fornire le barbatelle di categoria base dei cloni dei Costitutori Viticoli Toscani necessari per la valutazione della loro tolleranza agli stress termici e idrici, e la creazione di nuovi cloni attraverso le tecniche di selezione assistita (TEA).
Referente: Claudio D’Onofrio - claudio.donofrio@unipi.it
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Associazione che ha come finalità la promozione della cultura, la memoria e il racconto delle tradizioni che caratterizzano il territorio, da secoli dedicato alla produzione di Chianti Classico. L’associazione Vagliagli è costituita da 15 aziende vitivinicole della zona di Vagliagli (SI), con una superficie vitata di oltre 1.000 ha. Vagliagli sposa pienamente il progetto del Consorzio del Chianti Classico che intende esaltare le differenze tra le varie zone di produzione; la vera ricchezza del territorio Chiantigiano. L’antica frazione di Vagliagli (evidenziata in rosso) è da sempre riconosciuta come zona di produzione di Chianti Classico di qualità. Infatti, sin dal momento della costituzione del Consorzio del Chianti Classico.
Ruolo nel progetto: attività di divulgazione delle innovazioni oggetto delle attività del progetto e di coinvolgimento del personale delle proprie aziende e di altre aziende vitivinicole toscane nell’attività di formazione anche attraverso la diffusione del materiale informativo del progetto.
Referente Alberto Colombo - vino@vagliagli.com
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Il DiSAAA-a svolge attività didattica e di ricerca in ambito agrario. Il DiSAAA-a è stato partner di numerosi progetti di ricerca in viticoltura, e il suo afferente prof. Claudio D’Onofrio, coordinatore di questa proposta di progetto, svolge ricerca scientifica su tutte le tecniche innovative oggetto di questa proposta progettuale, è amministratore del Database Viticolo Italiano (www.vitisdb.it), ed è responsabile scientifico della sezione della banca del germoplasma viticolo della Regione Toscana sita nell’azienda Colignola dell’Università di Pisa e di diversi vigneti di collezione di germoplasma viticolo della Toscana, tra i quali il vigneto di collezione VITIARIUM. Il DiSAAA-a è Costitutore Viticolo Toscano e ha contribuito all’omologazione di diversi cloni dei principali vitigni toscani che hanno consentito di elevare la qualità della produzione vitivinicola di tutto il territorio Toscano.
Ruolo nel progetto: oltre a svolgere il ruolo di coordinatore scientifico attraverso il prof. Claudio D’Onofrio, sarà di supporto a: applicazione e monitoraggio delle tecniche innovative di gestione del vigneto; caratterizzazione/selezione del germoplasma viticolo con caratteri di tolleranza al cambiamento climatico; all’attività di coordinamento e divulgazione. Inoltre, in qualità di agenzia accreditata per la formazione professionale dalla Regione Toscana, svolgerà l’intera attività di formazione del progetto.
Referente: Claudio D’Onofrio - claudio.donofrio@unipi.it
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La sua storia comincia nel 1963, quando l’ex tenuta di Tombolo fu concessa all’Università di Pisa per sviluppare ricerca e didattica nei settori delle scienze agrarie e veterinarie. Il Centro è intitolato al Professor Enrico Avanzi, studioso, agronomo e docente dell’Università di Pisa della quale è stato Rettore dal 1947 al 1959. In quasi cinquanta anni di vita il CiRAA ha seguito un modus operandi basato su ricerca, sperimentazione e trasferimento dell’innovazione, indispensabile per identificare modelli di sviluppo sostenibile del territorio e del suo tessuto sociale. Il rapporto tra società moderna e agricoltura è sostanzialmente cambiato, l’agricoltura non produce solo alimenti, ma svolge anche altri ruoli altrettanto importanti, tra cui la conservazione del paesaggio e della biodiversità.
Ruolo nel progetto: In qualità di un soggetto prestatore di consulenza accreditato dalla Regione Toscana svolgerà l’attività di consulenza alle aziende agricole vitivinicole partner relativamente alle tecniche e alle soluzioni innovative applicate nel progetto; sarà di supporto all’attività di coordinamento tecnico-amministrativo del progetto e svolgerà la gran patte dell’attività di divulgazione.
Referente: Claudio D’Onofrio - claudio.donofrio@unipi.it
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